Itinerari europei di Marino Moretti (1885-1979), Atti del Convegno di Studi (Cesenatico 27-29 maggio 1999), a cura di F. Livi e M. Ricci, «Revue des ètudes italiennes» di Parigi, num. mon., vol. 48 n.s., nn. 1-2, gennaio-giugno 2003;

da | Gen 1, 2003

Marino Moretti, narratore e poeta provinciale, appartato, recluso nella sua Cesenatico tranne episodiche evasioni: il convegno internazionale di studi « Non c’è luogo, per me, che sia lontano ». Itinerari europei di Marino Moretti, organizzato da Casa Moretti Istituto culturale del Comune di Cesenatico e qui svoltosi dal 27 al 29 maggio 1999 (in occasione del ventennale della morte dello scrittore), di cui questo volume raccoglie gli atti, si proponeva appunto di sfatare questo mito e di disegnare dell’autore romagnolo un’immagine più persuasiva.
Il tema, suggerito dal Comitato Scientifico di Casa Moretti e affidato al coordinamento direttivo di Andrea Battistini, Franco Contorbia e Renzo Cremante, invitava a una rivisitazione dell’opera di questo classico del Novecento e suggeriva nuove indagini sui rapporti di Marino Moretti con la Francia, il Belgio, l’Olanda, gli ambienti parigini scoperti con fervore nella primavera del 1925, la cultura e la letteratura francese e fiamminga, che coinvolgono non solo il poeta della stagione crepuscolare o il romanziere della maturità, ma anche il critico, l’epistolografo, il memorialista, come anche ha messo in luce la mostra allestita a latere del convegno.
I contributi qui raccolti, dovuti a italianisti, francesisti, critici, storici dell’arte, esplorano, con angolature complementari, i complessi rapporti di Marino con la letteratura simbolista di lingua francese, la ricezione della sua opera in Francia e in Belgio, la scoperta di Parigi, i viaggi in Fiandra e in Olanda, densi di ripercussioni ed echi nella scrittura inventiva. Basandosi su pazienti ricerche in archivio, su documenti inediti o rari, vari contributi arricchiscono in modo decisivo la biografia culturale di Moretti, indicando nel contempo nuove direzioni e orientamenti di ricerca.
I diciassette studi che seguono si sono logicamente organizzati in due sezioni. Nella prima, Moretti e la Francia, Marcello Ciccuto mette a fuoco il rapporto di Moretti con il simbolismo, mentre Giorgio Mario Bergamo e Piero Pacini studiano, contestualizzandola, la scoperta, da parte di Marino, degli ambienti letterari e artistici della capitale francese. Ambienti rivisitati vari decenni dopo dal Moretti dei Grilli di Pazzo Pazzi (1951), come mostra Anna Nozzoli. Questa prima sezione consente altresì di valutare la ricezione di Moretti in Francia (Ruggero Campagnoli), anche attraverso l’indagine di alcuni carteggi editi, com’è quello con Aldo Palazzeschi, ripercorso da Simone Magherini che rievoca il memorabile soggiorno dei due « italiani a Parigi » nel 1925; ed inediti, come quello con Juliette Bertrand (Manuela Ricci) che ricostituisce la lunga consuetudine tra Marino e la sua traduttrice attitrée Juliette Bertrand, e quello con Lionello Fiumi (Agostino Contò) che presenta i due sodali italiani mentre si muovono, appunto, « tra Italia e Francia ».
Nella seconda sezione — Il Belgio, l’Olanda — più contributi (Marziano Guglielminetti, François Livi, Claudia Farini) sono dedicati ai rapporti di Moretti con il simbolismo belga, segnatamente con l’opera di Rodenbach e il mito di Bruges, che tanto incide su La casa del Santo Sangue (1930) — romanzo destinato a suscitare non poche polemiche in Belgio, come ricorda Rosario Gennaro che esplora le carte morettiane di Robert Van Nuffel —, mentre Angela Ida Villa recupera alcuni interventi critici poco noti di Moretti su Maeterlinck. Dina Aristodemo e Jean Robaey seguono Moretti mentre, attraversate le Fiandre belghe, si spinge fino all’Olanda, e mettono in luce un percorso biografico e culturale quanto mai significativo.
Ideale prologo al volume è il contributo di Mario Richter sulla ricezione del simbolismo francese in Italia all’inizio del Novecento, mentre il saggio di Giuseppe Farinelli su Le poverazze (1973), l’ultima raccolta poetica pubblicata da Moretti, conclude queste sorprendenti quanto affascinanti archives du Nord di Marino.
Questo volume della « Revue des Études Italiennes » si affianca, quindi, al catalogo della mostra del ’99, già prezioso di documentazione inedita (tra cui alcune fortunate scoperte archivistiche) e dell’ampio capitolo dedicato al sodalizio con De Pisis, completandolo e commentandolo criticamente, definendo finalmente le coordinate culturali e geografiche, affatto provinciali appunto, all’interno delle quali Moretti ha dapprima determinato la sua formazione, quindi arricchito il suo bagaglio emozionale di attese e nostalgie che segnò ampia parte della sua scrittura.
Con questo lavoro si è voluto quindi idealmente ribadire il legame Cesenatico-Parigi, nella memoria di un autore che — vale la pena ricordarlo — scriveva: « Io sono a Parigi da un mese e mezzo ormai e mi trovo ogni giorno meglio, credo finalmente di avere trovata la mia città, credo. Certo che non mi sono mai sentito così a casa mia come qua ».

François Livi
Manuela Ricci

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