Il vincitore e i finalisti della XVI edizione 2023 del Premio “Marino Moretti”

da | Ott 3, 2023

La Giuria del Premio “Marino Moretti” per la filologia, la storia e la critica nell’ambito della letteratura italiana, rinnovata nella sua composizione da Roberta Cella e Paola Italia che si sono affiancate a Gianluigi Beccaria, Vittorio Coletti, Franco Contorbia, Renzo Cremante, Giulio Ferroni, ha designato i finalisti dell’edizione 2023, e in seguito nel corso della cerimonia di premiazione svolta al Teatro Comunale di Cesenatico lo scorso 28 ottobre ha indicato tra questi il vincitore.
L’ampio ventaglio dei temi proposti dalle candidature e l’ottimo livello generale dei lavori pervenuti hanno obbligato i giurati ad una non facile decisione dopo puntuali analisi e valutazioni che alla fine hanno portato alla seguente decisione:

Vincitore della XVI edizione del Premio Moretti:

Daniele Conti, I ‘quadernucci’ di Niccolò Machiavelli. Frammenti storici Palatini, Introduzione, edizione critica e commento, Pisa, Edizioni della Normale / Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, 2023

Finalisti:

Marco Capriotti, L’improvvisazione poetica nell’Italia del Settecento. La storia e le forme. Un catalogo, Roma, Accademia dell’Arcadia/Milano, Ledizioni, 2022 (2 tomi)

Federica Massia, Il Fogliame americano. Whitman in Italia e la nascita del verso libero, Modena, Stem Mucchi, 2021

Il Premio alla Carriera è stato assegnato all’unanimità a Gilberto Lonardi, per aver «precocemente rivelato qualità eminenti di storico, filologo e interprete di testi letterari antichi e moderni che lo hanno collocato, e lo collocano da anni, al centro della contemporanea riflessione sulla letteratura».

Per il tema proposto, la Giuria ha segnalato per la prima volta con una menzione speciale il volume di Valeria Capolupo, Giuseppe Antonio Borgese – Marino Moretti, Carteggio 1920-1952 (Perugia, Morlacchi, 2021).

Come annunciato dal bando, il vincitore è stato designato tra i tre finalisti nel corso della Cerimonia prevista nel Teatro Comunale di Cesenatico, sabato 28 ottobre. A questo link è possibile seguire la cerimonia di premiazione: https://youtu.be/vQtNzvagjG0

Il premio è stato organizzato dal Comune di Cesenatico, con il fondamentale sostegno della Fondazione Fruttadoro Orogel, e si è avvalso dei media partners Pubblisole e TeleRomagna, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena.

 

SCHEDE

Daniele Conti (Bologna, 1985) è borsista post-doc presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento con un progetto incentrato sull’edizione critica delle Conclusiones di Giovanni Pico della Mirandola e sullo studio delle sue fonti platoniche e neoplatoniche. Dopo aver conseguito il diploma di perfezionamento (Phd) in Discipline storiche e paleografiche presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e quello di Paleografo-archivista della Scuola Vaticana di Paleografia, Archivistica e Diplomatica, durante il biennio 2016-2018 è stato borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli. In séguito è stato Ahmanson Fellow a Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies (2018-2019), e ha svolto attività di catalogazione dei manoscritti del fondo Palatino della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Le linee principali della sua ricerca riguardano la filologia e la letteratura umanistica fiorentina del Quattrocento, nonché la storia culturale, religiosa e filosofica dell’Italia dell’Umanesimo e della prima età moderna. Le sue pubblicazioni di maggior rilievo sono due edizioni critiche di testi di Marsilio Ficino (Predicationes e Commentarium in Epistolas Pauli, Torino, rispettivamente 2014 e 2018) e l’edizione critica e commentata di inediti frammenti storici di Machiavelli (I ‘quadernucci’ di Niccolò Machiavelli. Frammenti storici Palatini, Introduzione, edizione critica e commento, Pisa-Firenze, 2023).

Marco Capriotti (1991) si è laureato in Filologia moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filologia e critica presso l’Università degli Studi di Siena e Sorbonne-Université nel 2020. Nello stesso anno, la sua tesi di dottorato è stata insignita del premio “Arcadia – Nicola Maria de’ Angelis”, bandito dall’Accademia dell’Arcadia. Si è occupato, tra gli altri, di Leopardi, Gozzano e Carmelo Bene; ma i suoi interessi principali vertono sulla cultura e la letteratura del Settecento. Professore di italiano e latino presso un liceo romano, è attualmente assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove sta lavorando a un progetto sull’archivio manoscritto di Lodovico Antonio Muratori.

Federica Massia (1992) ha studiato presso l’Università di Pavia, come alunna dell’Almo Collegio Borromeo. Dopo la laurea in Filologia moderna con una tesi sulle traduzioni italiane di Walt Whitman, dal 2017 è cultore della materia in Letteratura italiana presso l’Università di Pavia. I suoi interessi di ricerca si concentrano prevalentemente sulla poesia italiana tra l’Otto e il Novecento, con particolare attenzione agli aspetti metrici e stilistici, e sulla traduzione letteraria. In questo ambito, oltre alle traduzioni italiane di Whitman, ha studiato le fiabe di Charles Perrault tradotte da Carlo Collodi, e la traduzione di Seamus Heaney dell’Ultima passeggiata pascoliana. Attualmente segue il progetto di dottorato: Per uno studio dell’influenza di Walt Whitman sulla poesia italiana tra l’Otto e il Novecento, con Gianfranca Lavezzi.

Gilberto Lonardi ha insegnato letteratura italiana, critica dantesca, storia della tradizione classica all’Università di Verona. Ha tenuto corsi a Parigi e a Tours. Ha scritto, fra l’altro, su Manzoni, D’Annunzio,  Michelstaedter, Sereni, Giorgio Orelli. Su Montale: Il Vecchio e il Giovane, Zanichelli 1980 (premio Vassallini-Istituto veneto); Il poeta e l’agone,  Essedue 1989 (premio «Ossi di seppia»); Il fiore dell’addio, il Mulino 2003 (premio Val di Comino, premio Angelini-Università di Pavia, premio Imola. Le vie della critica); Winston Churchill e il bulldog, Marsilio 2011. Su Manzoni ha scritto L’esperienza stilistica del Manzoni tragicoErmengarda e il Pirata. Manzoni, dramma epico, melodrammaManzoni e l’esperienza del tragico; per Marsilio ha curato l’edizione di Tutte le poesie e dell’Adelchi. A proposito di Leopardi: Classicismo e utopia nella lirica leopardiana, Olschki 1982; Leopardismo, Sansoni 1992;  L’oro di Omero. L’«Iliade», Saffo: antichissimi di Leopardi, Marsilio 2005 (premio Moretti; premio Bocchetta; premio La ginestra).

Valeria Capolupo, dottoressa magistrale in Italianistica e Filologia moderna presso l’Università degli Studi di Perugia, ha lavorato come editor freelance dopo aver conseguito un master universitario in Editoria. Strategie innovative per la comunicazione. Attualmente insegna italiano e storia in un Istituto di istruzione superiore. Per passione, da oltre dieci anni, si dedica all’attività teatrale.

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